Un’adesione massiccia, pari all’80 per cento, quella dei magistrati in servizio negli uffici giudiziari di Cagliari, alla giornata di sciopero proclamata per oggi 27 febbraio 2025 dall’Associazione nazionale magistrati, contro la riforma della giustizia e la separazione delle carriere tra requirente e giudicante, riforma che secondo l’Anm “Non contribuisce a risolvere i problemi della giustizia, ma si traduce in una riforma dell’assetto costituzionale della magistratura, con il ricorso alla divisione delle carriere dei pubblici ministeri e dei giudici e la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura”. Anche l’Associazione della Stampa sarda ha partecipato, attraverso la presidente Simonetta Selloni, all’incontro promosso dalla sezione di Cagliari dell’Anm, dietro invito del presidente della sezione Sardegna dell’Associazione nazionale magistrati Andrea Vacca. Per i magistrati il fondato pericolo che il pubblico ministero venga assoggettato al potere esecutivo, con la perdita di autonomia e di indipendenza, si ripercuote sui diritti dei cittadini: “Non è una difesa corporativa dei magistrati, ma una protesta in difesa dei cittadini e dei loro diritti di uguaglianza davanti alla legge”, ha sottolineato Vacca. Tanti i magistrati che si sono avvicendati per esporre le ragioni della protesta, alla quale hanno partecipato con una coccarda tricolore appuntata sulla toga e tenendo in mano una copia della Costituzione. Tra di essi, il presidente del tribunale di Cagliari Vincenzo Amato, il procuratore generale presso la Corte d’appello Luigi Patronaggio, il procuratore della Repubblica di Cagliari Rodolfo Sabelli e quello di Sassari Armando Mammone. Negli interventi, il rilevo di come prima ancora che nella qualità di magistrati, la protesta ha le sue ragioni nell’essere cittadini, colpiti da una riforma che non affronta i temi veri della giustizia, quali la necessità di risorse, strumenti, organici.
La presidente dell’Associazione della Stampa sarda Simonetta Selloni ha riassunto le ragioni dell’adesione del sindacato dei giornalisti alla protesta. «Questo Governo si è già distinto per l’approvazione di leggi bavaglio con lo scopo di ostacolare l’esercizio del diritto di cronaca e di indebolire il diritto dei cittadini ad essere informati. E’ lo stesso governo che ritiene che la funzione della magistratura non sia il controllo della legalità, ma un ostacolo da piegare per soddisfare interessi altri. I pubblici ministeri diventano buoni se chiedono le assoluzioni, i giudici se le accordano. Gli argomenti sono strumentali, l’amministrazione della giustizia un vestito elastico da adattare alle circostanze. Come ha sottolineato la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante, c’è una parte della politica che ha individuato nella magistratura e nel giornalismo nemici, invece che parti integranti di una funzione di controllo e di trasparenza affidata dalla Costituzione. L’Associazione della Stampa e la Fnsi saranno al fianco dell’Associazione nazionale magistrati, come l’Anm è stata al fianco del sindacato dei giornalisti nel corso delle proteste contro le leggi varate dal parlamento per imbavagliare la stampa». Le ragioni e le preoccupazioni dei magistrati saranno al centro di una capillare campagna di informazione, per spiegare come l’indipendenza della magistratura sia un bene irrinunciabile per tutti i cittadini.